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di Claudia Armani
Non so se avete seguito, sulle pagine del Piccolo di inizio giugno, la serie di articoli e segnalazioni riguardanti tutti il mondo della cultura
e dell’arte a Trieste. Aperta la serie da un intervento di Renzo Crivelli dal titolo “Le gallerie d’arte sono scomparse con i collezionisti”, vi
ha risposto pochi giorni dopo Federica Luser sviscerando ulteriormente il soggetto; e nel frattempo il quotidiano aveva illustrato in
dettaglio il riassetto dei Musei Civici. L’interesse dell’uno e dell’altro argomento da una parte, la mancanza di un indispensabile
collegamento fra i due mi ha indotto a far sentire anche la voce degli Amici dei Musei con una ulteriore segnalazione, pubblicata con
lusinghiera prontezza (per chi fosse interessato, fotocopie del tutto in Sede). La circostanza ha indotto Federica e me a ragionarci
ulteriormente sopra, e in quest’ottica la sua conferenza del 13 novembre vuole appunto essere un approfondimento che ci induca a
riflettere su quanti dell’arte figurativa hanno fatto non solo la loro passione, ma anche la loro professione.
Di fisonomia completamente diversa, ma sempre di argomento locale, sarà la seconda conferenza del bimestre in cui avremo il piacere
di riascoltare Franca Maselli Scotti che ci dirà invece, per citare Roberto Calasso, ‘ma com’era cominciato tutto?’
La terza conferenza… non sarà una conferenza. Relatori saranno Luca Bellocchi e Paolo Pitacco, ma i protagonisti sarete voi; o
perlomeno quelli di voi che si sono trasformati in fotografi nella passeggiata neoclassica che ci ha portato dal Museo Winckelmann a
Sant’Antonio Nuovo. Una selezione di questi scatti verà proiettata e commentata.
Ormai né il tardo autunno né l’inverno ci trattengono dall’andare in giro per mostre: nel bimestre ci dedicheremo a Treviso per la mostra
ai Carraresi (anche se confesso che il titolo della rassegna, in cui Van Dyck sembra venir presentato come un pittore del ‘500, mi lascia
perplessa) e per il Museo Bailo finalmente riaperto ai visitatori con le sue raccolte dall’Impressionismo alle Avanguardie; e, da non
perdere assolutamente, la “Giornata Mascherini” in cui alla sezione dedicatagli nella mostra del Museo della Cantieristica di Monfalcone
affiancheremo la visita all’Atelier Mascherini di Sistiana, apertoci in esclusiva dalla cortesia degli eredi e curatori del dedicatario della
nostra Associazione. Vi segnalo anche la visita a Padova per Ligabue (Eremitani) e Gauguin (Zabarella), in calendario per gennaio ma da
prenotare a inizio dicembre.
Viaggi. Archiviata con grande soddisfazione l’insolita e bella esperienza in Canton Ticino sulle tracce architettoniche di Mario Botta, ètempo di pensare al viaggio di primavera; lo vedete preannunciato nel riquadro qui sotto.
Avendo così spaziato da giugno 2018 a maggio 2019, non mi resta che riportarmi a una data che si sta velocemente approssimando:
venerdì 14 dicembre con la nostra imperdibile bicchierata augurale.

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